AGENDA POLITICA

Italy state of mind

L’Italia non è un Paese immerso soltanto in paesaggi spettacolari, panorami mozzafiato, impareggiabile cultura artistica e variegate tradizioni. L’Italia è uno stato della mente.

E’ tutta un susseguirsi ed inseguirsi di linee sottili, volte sublimi, prospettive architettoniche e spazi conviviali di ineguagliabile bellezza. E’ un millenario racconto, non già imprigionato nelle pagine ingiallite di libri secolari, ma più che mai vivo e godibile attraverso la presenza concreta dei palazzi, delle cattedrali, dei castelli, delle fontane, delle ville e dei giardini. Un passato che diventa presente e si proietta immediatamente in un prossimo futuro. E’ la possibilità di passeggiare o addirittura allestire cerimonie contemporanee in luoghi vissuti un tempo da imperatori e regine, da cavalieri e cortigiane, da aristocratici e gran dame, da artisti e muse ispiratrici. Ovunque le costruzioni si lasciano guardare con gli occhi sgranati, con la bocca aperta e il naso all’insù. Da nord a sud vivono le stupende creazioni di artisti visionari, da Vitruvio a Leonardo da Vinci, da Michelangelo Buonarroti a Gian Lorenzo Bernini, da Gio Ponti a Renzo Piano, capaci di inventare e mescolare diversi stili architettonici come il romanico, il medievale, il gotico, il rinascimentale, il barocco e il futurista. Una molteplicità di forme che genera un tripudio unico di emozioni.

Non posso tacere, ad esempio, del mio amatissimo Palladio, al secolo Andrea Di Pietro della Gondola, autentico genio veneto del Rinascimento, il quale rielaborò, fino a stravolgerla, l’architettura greco-romana di epoca vitruviana. “V’è davvero qualcosa di divino nei suoi progetti”, scrisse di lui Goethe, nel suo Diario di viaggio in Italia. Le sue linee non si esaurirono nei geografici confini della propria opera, che trovò sublimazione massima della Basilica “Palladiana” di Vicenza, ma germogliarono ovunque nel mondo come nuova e originale corrente stilistica che prese da lui il nome di “Palladianesimo”. Passeggiare tra gli archi, i capitelli e le colonne realizzate da lui è un’esperienza da vivere e, possibilmente … da condividere con la persona amata. Non è un caso che nel 2010 il Congresso degli Stati Uniti d’America abbia riconosciuto Andrea Palladio come “il padre dell’architettura americana”, visto che la Casa Bianca e molte altre tra le costruzioni più importanti del Paese, furono progettate proprio in stile palladiano.

Ancora una volta si materializza il connubio inscindibile tra forma e sostanza, quale carattere di un’innata filosofia italiana, per cui l’una non potrebbe esistere senza l’altra. Lo si nota a tutti i livelli sociali, economici e culturali della società. Lo si percepisce nelle aree esterne ma ancora di più negli spazi interni, tra le mura della casa familiare, di uno studio professionale, del più semplice degli uffici o in una chiesa di campagna, in cui la forma in cui viene reso il messaggio diviene essenziale quanto il contenuto del messaggio stesso. La scelta dei materiali e degli arredi e delle decorazioni non è mai casuale, ma è parte di un progetto creativo ragionato, immaginato, disegnato. A dream come true.

Nella fantasiosa costruzione di un italiano al cospetto di uno spazio da vestire non vi sarà un divano, ma “il” divano; non vi sarà un tavolo, ma “il” tavolo; non vi sarà un lampadario, ma “il” lampadario. Perché uno spazio non può essere semplicemente comodo o vivibile, ma deve necessariamente prendere vita attraverso una luminosità particolare, una sobria eleganza, un colore vivo, un abbraccio caloroso. Di modo che, secondo l’angolazione dalla quale si guarda, una stanza può assumere diverse sfumature, tutte ugualmente affascinanti. Una decorazione semplice e sottile spesso può conferire un significato del tutto nuovo a una stanza, che da normale diventa speciale. Come un piccolo gioiello può rendere infinitamente più seducente la donna che lo indossa.

Lo spazio che si abita va percepito come espressione di noi stessi, del nostro gusto, della nostra personalità. Un’oasi che descrive le nostre inclinazioni, i nostri colori preferiti, il nostro carattere. Ma lo spazio che riempiamo con i sogni è anche la testimonianza della nostra vita, che vogliamo consegnare al tempo scritta con l’inchiostro indelebile della nostra passione.